S.Ansano a Dofana 22,2,1983
A Sua Em. Rev.ma Card. Silvio Oddi Prefetto della S. Congregazione Del Clero ROMA
p.c:
A Sua Em. Rev.ma Card. Joseph Ratzinger Prefetto della S. Congregazione Per la Dottrina della fede ROMA
Eminenza Rev.ma,
Porto a conoscenza delle sacre Congregazioni che si occupano della nostra causa, che il 20 Febbraio, prima Domenica di Quaresima, la nostra Comunità di S. Ansano ha celebrato, per la prima volta da quando esiste, la S. Messa in latino secondo l’antico rito, con il sacerdote che è tornato con il popolo a rivolgere il suo volto al Crocifisso e al Tabernacolo, cessando di voltarGli le spalle.
Tutto questo per espresso comando di Nostro Signore Gesù Cristo, tramite il suo Apostolo che ha mandato alla Sua Santa Chiesa, e ciò non per un giorno solo, questo sarà per sempre.
E’ stata per tutti noi una gioia indicibile dell’anima, sapere che facciamo qualcosa di veramente gradito al Signore Nostro Dio.
Anch’io come sacerdote, sono ritornato a quella bellezza e semplicità della preghiera comune fatta nella lingua universale della Santa Chiesa. […]
Sempre per ordine del Signore, tramite il Suo Apostolo, il sacerdote è tornato a rivolgere il suo volto al Signore, con tutto il popolo, perché il celebrante non può permettersi di voltare le spalle al Signore Dio; chi è mai lui per poter fare ciò? Anzi egli deve dare l’esempio: con il popolo egli si rivolge a Dio, nella stessa direzione, per presentare a nome del popolo, la preghiera della Chiesa di intercessione al Signore. […]
Questa S. Messa è stata celebrata in modo solenne con 18 uomini che vestivano, in gran parte per la prima volta, il saio bianco, segno della loro dedizione alla causa del Signore Gesù e del Suo Vangelo. E pensare che diversi di questi uomini prima, bestemmiavano il Signore ed erano lontani da molti anni da ogni pratica religiosa.
Un popolo, riscattato da tanti mali, soprattutto dell’anima, ma guarito in tanti casi anche nel corpo con segni divini evidenti e luminosi come il sole; un popolo riunito, che adora nel silenzio e nei raccoglimento il suo Signore Gesù Cristo che riconosce con il Padre e nello Spirito Santo come suo Unico Dio e lo adora con tutta l’anima.
Un popolo, che per esprimere la sua riconoscenza e la sua obbedienza al Signore, costruisce giorno dopo giorno, mattone dopo mattone, un Santuario sulla nuda terra, con poveri mezzi: con le proprie mani, così come Dio lo ha voluto; un popolo che crede con la fede dei padri, trasmessaci dai Santi Apostoli e Martiri; questo popolo, per tutto questo viene misconosciuto, diffidato, messo al bando, tacciato di eresia, alle soglie della scomunica, solo perché umilmente riconosce che tutte queste meraviglie sono opera di Dio.
Ma come sempre, Egli si è servito di un uomo, un semplice carbonaio, ignorante per il mondo, ma che ha mandato con la potenza dello Spirito Santo, lo stesso che Egli ha dato ai suoi Santi Apostoli. Infatti egli è uno di loro; Dio parla con lui come un tempo parlava a Mosé e gli trasmette i suoi ordini per questo tempo di disordine, che è il regno di Babilonia.
Ecco cosa dice l’Apostolo del Signore, nel Nome Santo di Gesù: “Ma non vedete in che condizione miserabile è caduta la Santa Chiesa Cattolica? Non vedete che scempio ne fanno i suoi nemici, perché ormai dentro le sono entrati? Bisogna proprio essere ciechi per non vedere tanto scempio. Scandali su scandali che coinvolgono le più alte gerarchie della Chiesa; più nulla arresterà questa terribile marea se non ci si inchinerà ai voleri di Dio e non si comincerà veramente a riordinare la Casa di Dio che da troppi preti e prelati è stata trasformata in mercato, ‘spelonca di ladri’.
Nelle Chiese si vende di tutto; candele, giornali, riviste (con ogni réclame pubblicitaria), libri, ricordini vari, si fanno mostre di quadri, concerti, rappresentazioni teatrali, anche cene, e rinfreschi nelle sacrestie.
“Il più grosso di questi scandali poi, è quello di vendere il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, perché quando la S. Messa è con la tariffa, come pure altri Sacramenti e le benedizioni ecc.. e si fa della S . Messa un abbonamento non si vende forse Nostro Signore al primo offerente? Preti che dicono tante Messe la Domenica anche 4 o 5 o più, tutte a pagamento; non è questo forse un mercato?”
Ebbene, sappiate che quando io ho incontrato l’Apostolo Pietro che già da otto anni guariva i malati nel Santo Nome di Gesù, la prima cosa che mi è stata evidente era il fatto che intorno a lui non circolava denaro. Lui era da molti anni un semplice rivenditore di carbone al minuto, e così è ora, con l’aggiunta di una licenza per detersivi. Voi vedeste in quale povertà vive nel suo lavoro! Ha un capannino in lamiera dove giunge tutto il caldo d’estate e il freddo d’inverno.

Con i poteri divini che ha, poteva fare miliardi e avere il mondo ai suoi piedi, e invece lui si vanta di non aver mai venduto Nostro Signore Gesù Cristo, e vive poveramente alla maniera degli Apostoli. Per questo allora viene tacciato di eresia dal Vescovo di Siena, calunniato e offeso dai preti dall’altare, come satana e assassino.
Ora a me risulta che chi prega davanti al Crocifisso e ai Santi Vangeli e vive in povertà, non possa venire da satana che fa tutte altre cose; non mi risulta che satana mandi la gente a pregare in Chiesa e li faccia convertire da una vita di bestemmie e di incredulità, né che parli dei Santi Vangeli o spieghi le Parabole del Signore. Piuttosto, vorrei vedere veramente quanta gente oggi i preti riescono a convertire.
Ai primi fedeli che circa 20 anni fa ascoltavano l’Apostolo, ancora a tutti sconosciuto, egli disse:
“Da questo momento il Vangelo si ripete”.
In silenzio, senza che nessuno di coloro che abitualmente lo frequentavano, compresi i familiari, se ne accorgessero, inizia di casa in casa la sua predicazione. Per lunghi otto anni ha compiuto innumerevoli guarigioni miracolose nel Santo Nome di Gesù, ma senza strepito e clamore; arrivava e spariva, nessuno, in otto anni, era riuscito a sapere chi era o da dove veniva. Tutto è rimasto scrupolosamente nascosto finché Dio ha voluto.
Io ero fra i Focolarini, dai quali uscii, non appena mi resi pienamente conto quanto lontani erano dalla pratica evangelica, soprattutto per il loro culto idolatrico che portavano a Chiara Silvia Lubich, adorandola, cantandole inni religiosi, mettendola al posto di Gesù Cristo e della Madonna.
Di tutto questo informai tempestivamente il Vescovo di Siena, Mons. Mario Castellano
Nel frattempo, dopo la mia uscita dal movimento dei Focolari, si era scatenata una denigrazione sistematica dell’opera dell’Apostolo Pietro (di Donato, come allora veniva chiamato), e nei confronti della mia persona, giacché venivo considerato dai focolarini, un plagiato, un traditore, e tutta l’opera dell’Apostolo, solo una enorme manovra del diavolo per dividere la Chiesa.
Un frate, Giacomo Pianigiani, Parroco dell’Osservanza in Siena, è morto il 22 Giugno 1981 dopo che, per la terza volta, aveva detto queste parole testuali : “Andate, andate anche voi a S. Ansano da quell’inviato del diavolo!”.
Nel Settembre 1979, intanto, l’Arcivescovo di Siena, che allora seguiva con simpatia tutto questo, aveva ricevuto in udienza, più di 80 persone guarite dal Signore, tramite l’opera del suo Apostolo. Ma quando il Vescovo seppe la dura opposizione dei focolarini, rinunciò anche a celebrare una S. Messa di ringraziamento che aveva promesso a tutte queste persone e ad altre.[…]
Dal l° Dicembre 1979 il Vescovo mi aveva destinato a Parroco di S. Ansano. Questa chiesetta di campagna, luogo che doveva essere tanto caro alla tradizione cristiana di Siena, perché qui subì il martirio il suo patrono, era del tutto abbandonato, perché la Chiesa e la casa canonica erano addirittura pericolanti e in condizioni veramente pietose.

Fu un giorno che venendo a fare visita a questa piccola Chiesa nel suo squallore, che l’Apostolo Pietro mi disse profeticamente: “Vieni con me per ricostruire la Casa del Signore”, e mi parlò del Santuario: “Qui getterò il seme che il Signore mi ha dato e formerò il gregge del Signore”. E nel volgersi di questi tre anni, ho visto attuarsi, passo passo, questa profezia. […]
Un giorno ci disse apertamente il senso della sua missione: “Il Signore mi ha mandato a vedere come i preti hanno ridotto la mia Chiesa in 2.000 anni”.
Egli ha sempre detto di sé solo questo: “Io sono quello che sono, nel Nome del Signore”. […]
Non c’è chi non veda che la S. Chiesa ha un enorme bisogno di rinnovamento e di conversione; troppi custodi della Chiesa sono corrotti e infedeli alla loro missione. Il Signore Dio non tollera più tanti tradimenti al Santo Vangelo che si sono accumulati nei secoli.
Il giorno 2 Maggio 1981 il Papa Wojtyla al Palasport dell’EUR, alla fine del suo discorso aveva detto a Chiara Silvia Lubich e ai suoi focolarini :” Allora, ho detto che auguro a voi di essere la Chiesa; adesso voglio dire che auguro alla Chiesa di essere voi”. L’Apostolo Pietro disse che quelle parole erano contro la Chiesa, una bestemmia tale che risuonava in tutto l’universo… […]
“Roma, la Roma attuale, è la ‘grande prostituta’, è Babilonia che sarà condannata, perché adora gli idoli, il denaro… il lusso sfrenato, soprattutto la ‘bestia’; essa è Chiara Silvia Lubich, il numero 666 che corrisponde al suo nome.
Nella notte fra il 30 Sett. e il 10 Ott. Venerdì, la nostra Chiesa di S. Ansano viene profanata: viene asportato il Crocifisso dell’Altare maggiore. La Croce di legno viene ritrovata 40 giorni dopo nel fango, lungo un muro. L’Apostolo Pietro la riporta solennemente in Chiesa dicendoci: ‘Questa è la mia Croce’. […]
Nel frattempo, molte norme che riportavano il culto e la preghiera alla semplicità e severità antica, erano state ripristinate, durante la S. Liturgia, per favorire il silenzio e il raccoglimento, il profondo rispetto che si deve alla Casa di Dio.
“Le donne portino un velo”, “per la S. Eucarestia, digiuno dalla mezzanotte”, “non si accatta in Chiesa”, “non si suonano chitarre”, “non si vende nulla in Chiesa, nulla”, “si deve entrare senza scarpe nella Chiesa”; a queste norme si è aggiunta ora quella di “celebrare la S. Eucarestia nella lingua latina”; e “tutta l’assemblea con il sacerdote che la presiede, sia rivolta verso il Signore, al Cristo Crocifisso e al Tabernacolo”.
Questo vi manda a dire l’Apostolo Pietro da parte di Nostro Signore Gesù Cristo: “Fate sapere questo, al Sommo Pontefice: prendete provvedimenti severi, fate rispettare la Casa di Dio, riportate il culto nel solco della vera tradizione Cattolica. Non cambiate le parole della S. Scrittura, perché sta scritto: “guai a chi aggiungerà qualche cosa o toglierà qualche parola da questo libro profetico”.
Troppi abusi stanno avvenendo in questa direzione. […]
L’Apostolo Pietro non mi ha promesso qualcosa in questo mondo ma mi disse: “Ti prometto solo le sofferenze della Croce e il Calvario di Nostro Signore Gesù Cristo; non devi seguire me, ma soltanto Gesù, perché io sono quello che sono”. Vi ho creduto, come ho creduto al Vangelo, perché ho visto le stesse opere del Vangelo.
Ogni tempo può essere quello di un Inviato di Dio e Dio ha dato la pienezza del suo Santo Spirito ai Santi Apostoli; li può mandare su questa terra quando vuole, non ha bisogno di chiedere l’autorizzazione a nessuno. […]
La sera del Sabato 9 Gennaio, verso le 20,20 si presentarono nella casa canonica due individui che erano venuti anche il giorno con la scusa della macchina rotta; presentandosi come studenti iraniani di passaggio (erano infatti dei tipi mediorientali); la sera chiedevano un pezzo di pane; ma avendo osservato che avevano dei guanti di gomma (tutto si è svolto in pochi secondi, ed ero solo), mi saltano addosso dicendo: ‘Questa è una rapina’; sale su, un terzo uomo totalmente mascherato in volto, si vedevano solo gli occhi, aveva un lungo coltello spianato.

Intanto mi legano mani e piedi, mi imbavagliano con un grosso nastro adesivo nero. L’uomo mascherato mi prende la Croce che avevo al collo con la mano sinistra e mentre mi teneva il coltello alla gola, mi porta la Croce alla bocca e mi dice: “Tanto questo ti protegge, siamo cristiani anche noi…!, poi mi picchia gridando : “Dov’è la cassaforte?”; ‘ti s’ammazza’, ripetevano spesso. Trovano solo in un cassetto alcune centinaia di mila lire, non potevo avere certo milioni; capisco subito che la rapina è solo una scusa. […]
Tutto è stato naturalmente insabbiato e forse archiviato; ma il gravissimo episodio resta, con tutto ciò che di losco c’è dietro. […]
L’Apostolo Pietro nel Nome del Signore Gesù, non fa che ripeterci questo: “Il Signore mi ha mandato non tanto per i vostri corpi, ma per le vostre anime perché si possano salvare; il corpo resta di qua, alla terra, l’anima si può salvare per la vita eterna. Ed è questo che io ripeto ai custodi della Chiesa la Chiesa non deve essere ricca di ori, di argenti, di marmi, essa deve essere ricca di anime; il Signore infatti non ha bisogno della potenza della carne ma di anime che lo amino veramente e lo servono in umiltà.”
Infatti questo Santuario che da un certo momento è iniziato, il Signore lo ha voluto perché le anime ritrovassero qui, nel silenzio e nel raccoglimento, la pace del Signore, ritrovassero la via del Vangelo, nella preghiera umile e perseverante..
E’ per questo, che un popolo intero (talvolta siamo stati anche 70-80 persone in una volta), si adopera alla costruzione di questo Santuario, terra santa voluta dal Signore. […]
Ora, dopo quasi tre anni di lavori, gran parte dei quali fatti gratuitamente con l’opera dei membri della Compagnia laicale, questo luogo non si riconosce più per la sua bellezza. […]
Un giorno l’Apostolo disse: “Non è questo già un grande miracolo, che un popolo intero, fatto di gente che prima la Croce l’avrebbe bruciata, che bestemmiava, che non aveva mai messo piede in Chiesa, costruisca con amore e dedizione la Casa del Signore, e rispetti e adori con tutta l’anima Nostro Signore Gesù Cristo?”
Può essere questa l’opera di satana, come dicono i preti di Siena?
Ritrovandoci tutti per la preghiera e per l’ascolto della predicazione dell’Apostolo che durava ore in un silenzio e un’attenzione che hanno tante volte impressionato per la loro intensità. Infatti si avverte bene che quando parla l’Apostolo, non è lui nella carne a parlare, ma il Signore che nello Spirito Santo parla in lui. Ci dice sempre: “Io non ho mai letto i Vangeli, ma li conosco bene: io conosco i Vangeli dei Cieli”. Per tutti noi, ascoltare le sue prediche è come respirare una boccata di nuovo ossigeno non solo per il corpo ma soprattutto per la nostra anima. […]
Il Vescovo di Siena non è mai venuto a S. Ansano, eppure avrebbe dovuto ascoltare dalla viva voce, sia la predicazione dell’Apostolo Pietro, sia anche ciò che veniva detto in questa Chiesa anche da me come parroco. Ebbene, il Vescovo ha giudicato per sentito dire, e questo non è degno di un pastore che avesse a cuore il bene delle anime. Giudicare un prete e una comunità intera, fuori della fede cattolica, solo perché riconoscono apertamente un Inviato di Dio che evidentemente compie opere che solo Dio può fare, e dice parole che solo Dio può dire, questa è una colpa così grave che ne sarà responsabile; con i suoi collaboratori, davanti a Dio e alla Sua Santa Chiesa, nei secoli.
Ora all’inizio di questo nuovo anno 1983, decisivo anche per la Santa Chiesa, per gli eventi che si preparano, è nelle vostre mani il giudizio umano su tutta questa vicenda divina.
Noi confidiamo che sia finalmente resa giustizia alla Verità che l’Apostolo mandato da Dio difende, e anch’io, insieme a tutto un popolo, testimone delle Sue opere, difendiamo di fronte alla Santa Chiesa intera.
“Perché se codesta Sede Apostolica dovesse dare ragione al Vescovo di Siena e ai suoi ‘laterali’, allora gravi giorni dell’ira di Dio si preparerebbero per tutti i custodi della S. Chiesa, e di riflesso per il mondo intero”.
Questa non è una minaccia, ma è solo un avvertimento che vi manda l’Apostolo Pietro, che crediate o no che egli lo sia.
Un giorno non potrete dire che queste cose non vi erano state dette. […]
Sia lodato Gesù Cristo! (fr. Enzo Cupani )