Un giorno, nel monastero delle Clarisse di Siena, quando a tutte le suore, riunite nel parlatorio, fu raccontato di Donato, esse accolsero con gioia questa ‘buona notizia’ che un uomo, senza accettare nulla, poteva guarire nel S. Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, e aveva guarito molti da tante malattie.
La vicaria era da tempo molto ammalata ai reni. Anche la badessa, suor Angelica aveva una forte poliartrite.
Furono le prime ad incontrare Donato, nel parlatorio. Fu un colloquio attraverso la grata.
Ad un certo punto la badessa disse: “Da tempo non piego più le ginocchia; quanto mi dispiace di non potermi inginocchiare quando vado a ricevere la S. Comunione!”
“Davvero desideri tanto inginocchiarti? ” le chiese Donato.
“Sì, tanto!”
“Bene, dammi la punta delle tue dita.”
E così l’Inviato del Signore poggiando la punta delle tre dita della sua mano destra, sulla punta delle dita della badessa, pregando e benedicendola, la guarì del suo male.
Così fece anche per la vicaria, suor Chiara.
Gli parlarono anche di una suora conversa che di lì a pochi giorni doveva ricoverarsi nel sanatorio, perché le avevano accertato al dispensario antitubercolare una TBC in stato molto avanzato nei due polmoni.
Lei poté incontrare Donato nel parlatorio stesso.
Egli pregò anche su di lei, imponendole le mani sulla testa, e prendendo le mani della suora nelle Sue, la benedisse più volte col segno della S. Croce; poi anche a lei dichiarò che era perfettamente guarita nel Santo e dolce Nome di Gesù.
Le disse anche: “ Vai pure al sanatorio come avete stabilito, così ti faranno di nuovo le lastre; tanto, non c’è più nulla.”
Questa suora andò e le nuove lastre ai polmoni risultarono trasparenti come il cristallo; tanto che, come poi si seppe, ci fu un diverbio fra i medici del sanatorio e quelli del dispensario i quali vennero accusati di aver scambiato le sue lastre con quelle di un’altra persona.
Tornò infatti subito a casa, perché nei polmoni il male non c’era più.